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| La provincia di Viterbo, nota anche come Tuscia si estende tra Roma e la Toscana, tra il Mar Tirreno e l’Umbria. E’ una terra ricca di testimonianze storico-archeologiche che attirano ogni anno migliaia di turisti ed esperti del settore. Il suo capoluogo, Viterbo, è ricco di reperti etruschi romani e medioevali che creano un afflusso di visitatori attratti da questa molteplicità di interessi. La città è particolarmente apprezzata per le antichissime radici storiche , per le sue bellezze artistiche e culturali e per il contesto ambientale in cui è inserita. L’ubicazione veramente strategica di Viterbo, permette di raggiungere facilmente le località più ricche di resti di un passato ancora ben conservato, come la Necropoli etrusca di Tuscania , l’anfiteatro di Bagnaia e ancora, Civita di Bagnoregio “la città che muore”, il famoso Duomo di Orvieto , il Parco dei Mostri a Bomarzo , Vulci con i suoi bellissimi reperti etruschi, Palazzo Farnese a Caprarola e, ovviamente, l’imponente Abbazia Cistercense con il Palazzo Doria Pamphilj a San Martino al Cimino . Dal punto di vista naturalistico, non possiamo dimenticare le bellezze della riserva naturale del Lago di Vico . E’ possibile, viste le brevi distanze, organizzare delle visite a Bolsena con escursione all’isola Bisentina, con pranzo in loco a base di pesce di lago oppure programmare dei tours durante occasioni particolari come il trasporto della Macchina di Santa Rosa (ogni 3 Settembre); la raccolta delle olive con visita ai campi e raccolta del frutto, visita al frantoio e merenda a base di bruschetta condita con olio nuovo; la raccolta delle castagne con visita al castagneto, raccolta, lezione di cucina e cena tipica con ricette a base di castagne ed infine visita alla famosa Sagra della Castagna che si svolge durante il mese di Ottobre in varie località della provincia. Non dobbiamo inoltre trascurare che la vicinanza con Roma rende Viterbo una meta appetibile per chi voglia visitare la città giubilare senza rinunciare ai vantaggi della tranquillità e del relax che il capoluogo della Tuscia offre con generosità. Tutte queste località possono essere raggiunte con gli autobus del CO.TRA.L. o con i taxi (0761-340.777 recapito servizio taxi) mentre per gli spostamenti all’interno della città si possono utilizzare i bus urbani . |
![]() 1) Ville, Palazzi, Castelli e Centri Storici Questa provincia, memoria di storie importanti e di grandi civiltà come quella etrusca e quella romana, scrigno di inestimabili gioielli medioevali e rinascimentali, forse ha celato sin troppo accuratamente la bellezza della propria terra. Piuttosto che proporre un commento turistico di tanta bellezza, si preferisce giocare sulla meraviglia e sulla suggestione di altre storie. Storie di “paesi che muoiono”come Civita di Bagnoregio, di parchi animati da mostri di pietra e di antiche memorie come il Parco dei Mostri a Bomarzo; parleranno le mura, i palazzi come Palazzo dei Papi e Palazzo dei Priori a Viterbo, Palazzo Farnesea Caprarola, Palazzo Doria-Pamphilj a San Martino al Cimino , i castelli come quello dei Monaldeschi a Bolsena, Castello Orsini a Soriano nel Cimino , Castello Odescalchi a Bracciano, i borghi medioevali come l’affascinante Quartiere San Pellegrino a Viterbo, i centri storici di Vitorchiano , Montefiascone, Tuscania e tutti gli altri paesi della provincia, le ville come la famosa Villa Lante a Bagnaia e così via... 2) La Via Francigena Tra tutti gli itinerari religiosi della provincia di Viterbo, quello più conosciuto nei secoli è stato sicuramente la “Via Francigena”. Tra le strade che conducevano a Roma, questa era indubbiamente la più importante. Per questa via transitarono culture, emblemi e linguaggi ed ancora oggi sono rintracciabili nel viterbese frammenti e memorie di questi passaggi. La provincia di Viterbo, da Acquapendente a Monterosi passando per il capoluogo, è percorsa dalla Via Francigena che in alcuni punti coincide con l’antica Cassia. Molti paesi, come appunto Acquapendente , Bolsena , Montefiascone, Ronciglione , Sutri e la stessa Viterbo, debbono molto a questa importante arteria che nei secoli ne ha determinato lo sviluppo urbano. 3) Archeologia ed Arte Nella Tuscia l’interesse per l’archeologia viene premiato più di ogni altra cosa. I reperti archeologici si arricchiscono spesso di nuove scoperte che i musei del territorio stentano ormai a contenere, ma permettono di presentare in maniera del tutto esauriente un’idea di quella che fu una delle civiltà più evolute e misteriose, quella etrusca (Museo Civico di Viterbo, Necropoli e Museo di Tarquinia , Necropoli di Tuscania, Museo di Vulci, Necropoli rupestri di Blera, Barbarano Romano, Norchia e Castel d’Asso). La vicinanza con Roma e l’antica via Cassia ha fatto sì che il territorio risulti ricco anche di resti appartenuti alla civiltà romana. Saranno questa volta i teatri, le “statio”, i lastricati, le Terme a parlare…{Anfiteatro romano di Ferento, Antica Cassia a Montefiascone, Civitas romana presso Vulci}< |
![]() 4) Ambiente e Terme Il paesaggio che si presenta agli occhi del turista è oltremodo vario; su un territorio così poco esteso come il viterbese si possono ammirare tante e diverse bellezze naturali: la costa marina con litorale sabbioso e ricco della tipica vegetazione mediterranea (Tarquinia-Moltalto); spingendoci verso l’interno, il panorama si presenta dapprima pianeggiante, la famosa Maremma, poi collinare fino al Monte Cimino, ad oltre 1000 metri di altitudine, per poi ridiscendere nella Valle del Tevere. L’origine vulcanica del terreno ha favorito nei crateri ormai spenti la formazione di due bacini lacustri, il Lago di Bolsena ed il Lago di Vico, ambedue oasi naturali di rara bellezza. A sublimare il paesaggio della Tuscia è comunque la flora che è protagonista ovunque, contornando di faggi le cime più alte - Faggeta del Monte Soriano - e di boschi di querce e castagni i rilievi più bassi (zona circostante il Lago di Vico). Inoltre non dobbiamo dimenticare che a Viterbo affiorano sorgenti termali ( Il Bullicame citato da Dante nella Divina Commedia) le cui acque vengono sfruttate principalmente a scopo terapeutico in appositi stabilimenti dotati di modernissimi impianti o in piscine naturali dove tutti hanno accesso. 5) Folklore E’ difficile riassumere in poche parole la molteplicità degli aspetti folkloristici della zona ma possiamo dire che ogni centro abitato festeggia la ricorrenza annuale del proprio Patrono. Accanto alla cerimonia religiosa vengono organizzate fiere, giochi, concerti, sfilate in costume d’epoca e spettacoli pirotecnici; a Viterbo nel mese di Settembre ci sono i festeggiamenti in onore di Santa Rosa, con il trasporto la sera del 3 Settembre della Macchina di Santa Rosa, paragonabile ad un campanile luminoso in ferro, legno e cartapesta alto circa 30 mt., portato in spalla da 100 facchini nelle vie del centro seguendo un percorso storico, a Bolsena i Misteri di Santa Cristina, ad Acquapendente i Pugnaloni che rievocano l’invasione di Federico Barbarossa, a Vetriolo la Passione di Gesù Cristo, a Marta La Barabbata, a Ronciglione corsa di cavalli a vuoto, a Monteromano la Sagra della Carne Maremmana e la Merca e così via; in effetti le manifestazioni sono così numerose che sarebbe impossibile elencarle tutte. E’ possibile avere maggiori informazioni sulle manifestazioni della Tuscia consultando la sezione Eventi del nostro sito. 6) Enogastronomia Due elementi fondamenatali sono alla base della gastronomia del viterbese: la semplicità e la genuinità. Sicuramente gradite sono le “zuppe” a base di legumi, le fettuccine, più note a Canepina come “fieno” ed i “lombrichelli” che a seconda delle zone assumono nomi diversi. Per quanto riguarda la carne, oltre a quella maremmana di Monteromano, abbiamo “l’abbacchio a scottadito” e “alla cacciatora” e la selvaggina preparata secondo le più antiche tradizioni. Il pesce è cucinato in tutte le varianti, sia pesce di mare che pesce di lago. Non bisogna poi dimenticare i famosi funghi porcini, i legumi e le verdure; “l’acquacotta alla viterbese” è infatti a base di verdure di campo e pane raffermo. I prodotti caseari ovviamente abbondano. A completamento non bisogna trascurare il vino locale: vini rossi e bianchi secchi (Est! Est!! Est!!!, Orvieto, Colli Etruschi, Colli Cimini, Valle del Tevere) e dolce (Cannaiola di Marta, Aleatico di Gradoli ) che si accompagnano alla tradizionale pasticceria casareccia al gusto di nocciola e castagne dei Monti Cimini. |